La linfa, questa sconosciuta
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La linfa, questa sconosciuta

08/02/2022

Intervista alla Dott.ssa Denisa Giardini, presidente A.I.D.M.O.V.

 

La prevenzione per evitare le situazioni edematose, per contrastare l’accumulo di liquidi ed impedire la formazione della cellulite si affida ad una vita in cui il movimento razionale è parte integrante della giornata; l’alimentazione equilibrata e l’integrazione erboristica sono il giusto apporto energetico ed il massaggio defaticante rappresenta la tecnica che garantisce la funzionalità del ritorno refluo. Conosciamo bene le problematiche legate al movimento, se ne parla da sempre; il detto “in motu est vita” (nel movimento c’è la vita) è diventato l’assioma del benessere. Altrettanto discusse ed approvate sono le indicazioni che la scienza dell’alimentazione ratifica per mantenere lo star bene. E’ accettato, altresì, che il massaggio, nelle sue più svariate forme tecniche, è sinonimo di “godimento” e realizza quello stato di piacevole sensazione che rilassa e decontrae. Un aspetto importante, però, non è noto ai più e non se ne parla convenientemente per renderlo cultura; ci si riferisce alla linfa, alla sua circolazione ed a come sia possibile aiutarla a defluire. La linfa o “sangue bianco” è la prima responsabile dell’inizio dei ristagni, che spesso determinano la comparsa dello stato infiammatorio da accumulo di tossine e che portano all’edema ed alla cellulite; è la “cugina povera” del sangue, ma la sua importanza è determinante per vivere bene. Tutti sanno che esiste una circolazione ematica (con arterie e vene), con un cuore che pompa e con i polmoni che ossigenano, ma pochissimi conoscono la linfa e da cosa è fatta, come e dove si forma, in che modo circola, dove sono le stazioni linfonodali, dove va a finire! La linfa è, nella cultura della quotidianità, un “oggetto misterioso”. Si parla di linfa quando si vede un braccio molto gonfio o delle caviglie ingrossate, ma non se ne conoscono le ragioni e, capitasse a noi, non sapremmo a chi rivolgerci per fare un trattamento selettivo! Si fa un gran parlare di “ristagno linfatico” o di “linfedema” o di “cellulite derivante da un perturbamento del circolo linfatico”, ma la linfa continua ad essere, nell’immaginario collettivo, un qualche cosa che c’è, ma di cui si conosce solo il nome! Solo dopo una corretta diagnosi medica, lo scompenso linfatico appare nella sua preoccupante realtà, perché (si apprende dopo) solo poche mani riescono a movimentarla ed a far vivere più serenamente la quotidianità. La linfa non si massaggia, ma si drena. Non è sufficiente fare impastamenti muscolari o frizioni controllate per rimetterla in circolo. La linfa deve essere “spinta” dentro ai suoi canali di decorso e fatta arrivare alle stazioni nodali di raccolta con una tecnica manuale molto precisa e assolutamente calibrata per localizzazione, velocità e pressione. Il drenaggio linfatico ubbidisce a regole molto precise, canonizzate da studi scientifici approfonditi e rese pratiche da didattiche severe. I motivi tecnici che giustificano il drenaggio sono diventati “scienza del benessere” ed il modo di insegnare a funzionalizzare il decorso linfatico è affidato a chi può giustificarne la scientificità. Il drenaggio linfatico è un “momento terapeutico” nel quale confluiscono esatta diagnosi medica d’accesso, sensibilità manuale, precisione tecnica e tempi esecutivi congrui. Questo per i trattamenti terapeutici. Esiste, però, un drenaggio preventivo? Esiste un modo per impedire che si organizzi la prima forma di ritenzione, da cui può nascere la cellulite o un iniziale linfedema? C’è la possibilità di abbinare al trattamento di drenaggio l’assunzione di preparati erboristici per aumentarne l’effetto benessere?

Non è possibile, con una breve intervista, esplicare il complesso mondo della linfa e la sua preziosa funzione. Lo scopo è quello di presentare chi, come la Dott.ssa Denisa Giardini, ha dedicato la propria vita professionale agli studi sulla linfa ed alla formazione tecnica in Drenaggio Linfatico Manuale Vodder. D. Cos’è la linfa? R. La linfa è un liquido biancastro che scorre in “canali” propri, solo in senso centripeto (dalla periferia al centro), a “bassa velocità” (in alcuni punti del corpo è lentissima) e non è spinta da un cuore proprio. Nota dalla medicina greca antica (chiamata “sanies”) e conosciuta dal mondo arabo, a metà del 1600 si scoprirono, sugli animali, le “venae lactae”; dopo un secolo si ebbe la prima mappatura dei vasi linfatici di un arto inferiore e solo nel 1876 fu disegnata la prima, scientifica e ancora valida mappatura dei vasi linfatici e dei linfonodi di tutto il corpo. Nel frattempo si sperimentarono metodi per esaminare i percorsi e le velocità della linfa, fino ad arrivare alla moderna linfoscintigrafia. D. Cos’è il Drenaggio Linfatico Manuale Vodder? R. Il massaggio della linfa fu battezzato dal Dr. Emil Vodder “drenaggio”, perché è l’atto che porta via un liquido stagnante (in ingegneria idraulica l’azione di prosciugamento di liquidi in eccesso si chiama, appunto, drenaggio). Il Drenaggio (prosciugare un “terreno” anatomico imbibito e stagnante) Linfatico (non interessa la circolazione del sangue, ma solo la linfa) Manuale (può essere fatto solo da mani esperte), massaggiando i dotti linfatici ed i linfonodi, rimuove il liquido interstiziale impigrito o fermo, facendo aumentare le resistenze contro le infezioni, facilitando la presenza di linfa nuova, che permette una vita più lunga alle stesse cellule (Alexis Carrel , Premio Nobel del 1964). Il Drenaggio Linfatico Manuale Vodder è l’unico metodo scientifico col quale “affrontare” in modo razionale e ripetibile le diverse patologie del sistema linfatico, solo con l’uso delle mani, o fare la più preziosa delle prevenzioni.